Come si mangia nel mondo? In alcuni Paesi la forchetta puoi anche dimenticarla

Nel mondo non tutti mangiano seduti a un tavolo con forchetta e coltello. Dall’India al Giappone, passando per Thailandia, Malesia ed Etiopia, mani, bacchette, pane e perfino foglie di banano raccontano modi completamente diversi di vivere il pasto.

Come si mangia nel mondo? In alcuni Paesi la forchetta puoi anche dimenticarla - immagine di copertina

Sei abituato a sederti a tavola, prendere forchetta e coltello e iniziare a mangiare senza pensarci troppo. Sembra la cosa più banale del mondo. Ma non in tutto il mondo si sta a tavola in questo modo. C’è chi mangia con le mani, chi usa un pezzo di pane al posto delle posate, chi si siede praticamente a terra e chi, con due bacchette, riesce a prendere un chicco di riso mentre tu stai ancora cercando di capire come tenerle. Ogni Paese ha sviluppato un modo diverso di stare a tavola e spesso, dietro un gesto che a noi sembra strano, ci sono secoli di tradizioni e storia. Se stai organizzando un viaggio, forse conoscerle non è solo una curiosità. Può evitarti quella classica scena in cui guardi il tavolo accanto sperando di capire cosa dovresti fare.

Perché fuori dall’Italia si mangia in modo così diverso?

Il modo in cui mangiamo non dipende soltanto da cosa abbiamo nel piatto. Entrano in gioco religione, storia, abitudini familiari, tipo di cucina e perfino il modo in cui sono costruite le case. Quello che per noi è galateo, altrove potrebbe essere esattamente ciò che non dovresti fare. E vale anche il contrario. Mangiare con le mani, sedersi sul pavimento o condividere lo stesso grande piatto non è maleducazione, come può sembrare. Spesso significa avere altre regole, semplicemente diverse dalle nostre. La tavola comunica qualcosa di una cultura ancor prima di parlare con gli abitanti del posto.

India: la mano con cui mangi non è un dettaglio da poco

In diverse zone dell’India mangiare con la mano destra fa parte della tradizione, soprattutto con riso, curry e pani come chapati e naan. Il pane può diventare una vera e propria posata: si spezza con le dita e si usa per raccogliere salse e altri alimenti. Una specie di scarpetta che non aspetta il piatto vuoto per essere fatta. La distinzione tra le mani è importante: tradizionalmente si utilizza la destra per portare il cibo alla bocca, mentre la sinistra viene evitata perché considerata impura. Oggi nelle città e nei ristoranti si usano tranquillamente anche le posate, quindi parlare di un’unica regola valida per tutta l’India sarebbe riduttivo. Il punto resta uno: toccare il cibo con le dita qui può essere parte naturale dell’esperienza del pasto.

Se vuoi sapere di più sulla cucina indiana leggi questo articolo.

Giappone: tavolini bassi e bacchette

mangiare seduti giappone

Nei ristoranti moderni puoi trovare tavoli e sedie come da noi, mentre nei ryokan, nei templi e in alcuni locali tradizionali il pasto può essere servito su tavolini bassi sistemati sul tatami. In certi contesti si mangia quindi seduti molto vicino al pavimento, su cuscini o direttamente sul tatami. Le bacchette fanno il resto, e qui non sono semplicemente due bastoncini per prendere il sushi. Non andrebbero piantate verticalmente nel riso e il cibo non dovrebbe essere passato direttamente dalle proprie bacchette a quelle di un’altra persona: sono gesti collegati ai riti funebri. Piccolo dettaglio utile: il sushi può essere mangiato anche con le mani. Quindi magari hai passato dieci minuti a combattere con le bacchette senza sapere che, se mangi con le mani, nessuno ti guarda storto.

Se vuoi sapere di più sulla cucina giapponese leggi questo articolo.

Corea del Sud: bacchette di metallo e cucchiaio

La tavola coreana cambia parecchio rispetto alla nostra. Davanti a ogni persona trovi normalmente riso, zuppa, cucchiaio e bacchette, mentre al centro arrivano tanti piccoli contorni da condividere. La particolarità sono soprattutto le bacchette, spesso metalliche, accompagnate dal cucchiaio. Quest’ultimo ha un ruolo molto più importante rispetto a quello che immaginiamo: viene utilizzato anche per riso e zuppe, mentre le bacchette servono soprattutto per gli altri alimenti. C’è poi una regola sociale semplice da ricordare: a tavola si aspetta generalmente che inizi la persona più anziana. Se parti per primo perché hai fame, insomma, non è proprio il debutto perfetto.

Se vuoi sapere di più sulla cucina coreana leggi questo articolo. 

Malesia: quando il piatto è una foglia di banano

foglia di banano malesia

Qui cambia direttamente la base su cui viene servito il pranzo. Il banana leaf rice, legato alla tradizione dell’India meridionale e molto diffuso in Malesia, viene servito sopra una grande foglia di banano con riso, curry, verdure e altri accompagnamenti. E sì, si può mangiare anche con la mano destra. La foglia non è una decorazione da fotografare e spostare: è parte vera e propria del modo in cui il pasto viene servito. Se pensavi che apparecchiare significasse necessariamente tirare fuori i piatti, qui la cucina ha risolto il problema alla radice.

Thailandia: la forchetta c’è, ma non fa quello che pensi

Vedi forchetta e cucchiaio e pensi di essere tornato in territorio conosciuto. Non proprio. In molti pasti thailandesi il cucchiaio è l’utensile che arriva alla bocca, mentre la forchetta serve soprattutto a spingere il cibo sul cucchiaio, un po’ come il nostro pane. Usarla come facciamo abitualmente noi può quindi risultare poco elegante. E qui le bacchette? Non sono un utensile universale in Thailandia: vengono usate soprattutto con determinate preparazioni, come alcuni piatti di noodles. Nel nord e nord-est entra in scena anche il riso glutinoso, che può essere preso direttamente con le mani.

Se vuoi sapere di più sulla cucina thailandese leggi questo articolo.

Marocco: il pane qui fa anche il lavoro delle posate

mangiare con le mani marocco

In Marocco il pasto è prima di tutto un momento da condividere. Couscous e tajine possono arrivare al centro della tavola e il pane accompagna praticamente tutti i piatti tradizionali. In alcune situazioni si mangia anche con la mano destra, usando il pane per raccogliere carne, verdure e salse direttamente dal piatto. La cosa interessante è sapere che non cambia soltanto ciò che si mangia, ma anche il modo di condividerlo. Il piatto al centro non è necessariamente di qualcuno, perché stare a tavola significa anche prendere il cibo insieme e vivere il pranzo come un momento comune. Quando la mamma ti sgridava dicendoti di non prendere il cibo dal piatto degli altri, qui questa regola non vale.

Etiopia: il pane diventa piatto, posata e boccone

In Etiopia uno dei modi più caratteristici di mangiare ruota attorno all’injera, il grande pane morbido e leggermente spugnoso sul quale vengono sistemate diverse pietanze. Si strappa un pezzo con la mano e lo si usa per raccogliere carne, verdure e salse. In pratica il pane fa contemporaneamente da base e da posata. Il pasto è spesso condiviso e proprio questa dimensione collettiva è una delle parti più interessanti della tavola etiope. Esiste anche il gursha, il gesto di preparare un boccone di injera con il suo condimento e offrirlo direttamente a un’altra persona, legato alla condivisione e all’affetto.

Tagikistan: tavolo basso, piatto al centro e si mangia con le mani

Il cibo viene spesso disposto sul dastarkhan, una tovaglia o superficie sistemata anche a terra, attorno alla quale ci si siede per mangiare. Uno degli esempi più particolari è il qurutob, un piatto a base di pane, formaggio essiccato e altri ingredienti che tradizionalmente viene condiviso in un grande piatto e mangiato direttamente con le mani. Quindi niente posto assegnato con piatto, forchetta e coltello: ci si ritrova intorno allo stesso cibo e si condivide tutto. Qui il concetto di stare a tavola cambia parecchio, anche perché a volte il tavolo, come lo intendiamo noi, praticamente non c’è.

Alla fine cambia tutto, tranne una cosa: stare a tavola significa stare insieme

Bastano pochi Paesi per capire quanto possa cambiare un gesto che facciamo ogni giorno senza pensarci. La forchetta può diventare uno strumento secondario, il pane può sostituire le posate e il tavolo può abbassarsi fino quasi a sparire. Nessuno di questi modi è più giusto dell’altro: raccontano semplicemente culture diverse. E forse è proprio questo il dettaglio più interessante. Possiamo mangiare con mani, bacchette, cucchiai o injera, ma alla fine continuiamo tutti a fare più o meno la stessa cosa: sederci insieme e condividere il cibo.

tags: Cibo

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