10 cose che odio di te: barbecue, quell’amore che sa di fumo e salsiccia

Il barbecue è amore puro, almeno finché non arrivano fumo, pulizia, braci da aspettare, grasso che cola, cotture diverse e piccoli drammi da griglia. Dieci motivi per odiarlo un po’, senza riuscire davvero a rinunciare a salsicce, alette e costine.

10 cose che odio di te: barbecue, quell’amore che sa di fumo e salsiccia - immagine di copertina

Rieccoci nella rubrica dedicata alle cose che odiamo, critichiamo, malediciamo e che, puntualmente, continuiamo a usare. Perché l’amore funziona così: se c’è, ritorna sempre. Anche quando lascia dietro di sé una cucina da sistemare, vestiti da lavare e una discreta quantità di domande sulle nostre scelte di vita. La scorsa volta nel mirino era finita la friggitrice ad aria, oggi alziamo decisamente la temperatura e passiamo al barbecue.

Lo so, starete pensando: ma è impazzita? Odiare il barbecue? Quello delle alette glassate, delle costine, della salsiccia che sfrigola sulla griglia e di quell’odore capace di far comparire vicini che non salutavate dal 2019? Sì, proprio lui. Perché siamo sicuri che anche voi, dopo l’entusiasmo iniziale, abbiate almeno una volta guardato la griglia pensando: “Ma chi me l’ha fatto fare?”. Il barbecue è meraviglioso finché pensiamo al risultato. Il problema è tutto quello che succede prima, durante e soprattutto dopo.

Ed è esattamente lì che comincia la nostra storia d’odio.

Quell’odore meraviglioso che poi non se ne va più

odore di barbecue

La prima cosa che mi viene in mente quando penso al barbecue è sicuramente l’odore. Quell’odorino a cui nessuno riuscirebbe mai a rinunciare, vero? È così buono mentre la carne cuoce, mentre le alette iniziano a dorarsi e la salsiccia sfrigola sulla griglia, che per un attimo dimentichi tutto il resto. Poi finisci di mangiare e inizi a renderti conto delle conseguenze. Te lo ritrovi nei vestiti, in casa e perfino nei capelli, che dopo una serata davanti alla griglia sanno praticamente di salsiccia arrosto. Insomma, quando fai il barbecue dimenticati di uscire dopo, a meno che il profumo “grigliata mista” non sia esattamente quello che avevi in mente per la serata.

La pulizia, ovvero il conto da pagare dopo la festa

pulizia della griglia

Beh, il secondo fastidio più grande non può che essere la pulizia. Buona la pancetta, sì sì, croccante al punto giusto, bella unta e irresistibile… ma poi vieni anche ad aiutarmi a pulire, grazie. Perché quando l’ultima salsiccia è sparita dal piatto e tutti sono felicemente sazi, sulla griglia resta il campo di battaglia: grasso, residui di cibo, marinature bruciate e quelle incrostazioni che sembrano avere deciso di restare lì per sempre.

E allora inizi a grattare. Gratti ancora. Continui a grattare. A un certo punto guardi la griglia e ti chiedi seriamente se sia più veloce comprarne una nuova o perdere tre ore della tua vita nel tentativo di riportare tutto allo stato iniziale. La parte peggiore? La griglia andrebbe pulita quando è ancora tiepida, prima che grasso e residui si raffreddino e diventino ancora più ostinati. Quindi niente meritato relax post barbecue. Mentre gli altri stanno già pensando al dolce, tu sei ancora lì con la spazzola in mano a chiederti perché non hai ordinato una pizza.

Tempi diversi, fame uguale per tutti

tempi di cottura diversi

Beh, dai, questa forse è la meno peggio, ma quando hai fame diventa improvvisamente un problema enorme. Perché magari tu hai in testa proprio quella cosa lì: le costine, le alette, una bella salsiccia o quel taglio di carne che aspetti da tutto il giorno. Peccato che sul barbecue ognuno abbia i suoi tempi e non si possa semplicemente buttare tutto sulla griglia sperando che finisca insieme. Alcune cotture sono rapide, altre richiedono più pazienza, e soprattutto con la carne ci sono temperature e tempi da rispettare per ottenere un buon risultato senza ritrovarsi qualcosa di bruciato fuori e ancora indietro dentro. Quindi mentre gli altri stanno già mangiando, tu magari sei ancora lì a fissare proprio ciò che desideravi di più, aspettando quei minuti che, quando hai fame, sembrano durare tre ore.

Bello quel grassetto, un po’ meno per la nostra salute

grasso che cola

Bello quel grassetto sulla pancetta, vero? È proprio lui che sulla griglia diventa croccante, saporito e ci fa dimenticare per qualche minuto qualsiasi buon proposito. Un po’ meno bello è quello che succede quando il grasso comincia a colare sulle braci. Il contatto con il calore può provocare fiammate improvvise e aumentare il fumo, proprio mentre tu stai cercando di capire se la carne sia pronta o se stia semplicemente prendendo fuoco. Insomma, quella fiammata spettacolare che per un secondo ci fa sentire dei professionisti della griglia non è esattamente qualcosa da incoraggiare. Il grasso sì, perché senza un po’ di goduria che barbecue sarebbe, ma magari cerchiamo di non trasformare la salsiccia in una torcia.

Prima di mangiare, devi anche aspettare le braci

aspettare le braci

E poi ci sono loro: le braci. Perché con il barbecue non funziona che ti viene fame, accendi e cinque minuti dopo stai già mangiando. No, prima devi preparare tutto, accendere il carbone e soprattutto aspettare che raggiunga il momento giusto. Le braci devono essere ben calde e ricoperte da quella tipica cenere grigia prima di iniziare davvero a cucinare; quindi, mettiti pure comodo perché la fame può aspettare. Insomma, oltre ai tempi di cottura ci sono anche i tempi prima della cottura. E il barbecue, evidentemente, vuole essere desiderato fino all’ultimo.

Il grigliatore logorroico

grigliatore logorroico

Ok, questo forse non riguarda direttamente il barbecue, ma in qualche modo sì, perché quando c’è una griglia accesa c’è sempre anche lui: il grigliatore ufficiale della famiglia o del gruppo di amici. È sempre lo stesso e, per carità, è pure bravo. Sa quando girare la carne, controlla le braci, gestisce salsicce e costine come se lo facesse per professione. C’è solo un piccolo problema: dobbiamo ascoltare le sue lamentele per tutta la durata del barbecue. “Che caldo”, “quanto fumo”,io non riesco mai a sedermi”, “voi mangiate e io sto qui a cucinare”. Lo sappiamo, hai ragione e apprezziamo tantissimo il sacrificio. Ma c’è una cosa che vorremmo ricordarti: non ti abbiamo mica dato noi l’incarico di essere così bravo. Ormai quel posto davanti alla griglia è tuo e lo sappiamo tutti, quindi meno lamentele e gira quella salsiccia, che abbiamo fame.

Il vento che ti rimanda tutto il fumo in faccia

vento che arriva in faccia

E se sei tu quello addetto al barbecue, preparati anche a lui: il vento. Perché sembra avere un unico obiettivo, mandare tutto il fumo dritto in faccia proprio a chi sta davanti alla griglia. Provi a spostarti leggermente e lui cambia direzione. Ti metti dall’altra parte e, dopo pochi secondi, eccolo di nuovo lì. A un certo punto inizi seriamente a pensare che sia diventata una questione personale. Occhi che lacrimano, capelli che ormai sanno definitivamente di affumicato e tu che devi restare al tuo posto perché, nel frattempo, qualcuno dovrà pur controllare la carne. Gli altri sono seduti, mangiano, chiacchierano e si godono la serata, mentre tu cerchi disperatamente quei dieci centimetri di aria respirabile davanti alla griglia. E quando finalmente li trovi, tranquillo, il vento cambierà di nuovo direzione.

Le salse che bruciano subito

la carne che brucia subito

Bellissima la glassatura, eh. Lucida, golosa, appiccicosa al punto giusto. Peccato che molte salse contengano zuccheri e sulla griglia basti davvero poco per passare da “che meraviglia” a “abbiamo carbonizzato tutto”. Ti distrai un attimo, giri la carne trenta secondi dopo e quella crosticina perfetta è diventata praticamente carbone. Insomma, le salse sul barbecue sono buonissime, ma richiedono più attenzione di quanto vorremmo ammettere.

Il pezzo che cade tra le griglie

Non importa quanto sia grande la griglia o quanto tu sia attento: prima o poi succede. Un pezzetto di carne, una verdura, una cipolla o qualsiasi cosa tu stessi aspettando con una certa gioia decide di infilarsi esattamente nello spazio tra le grate. E tu resti lì a guardarlo cadere senza poter fare assolutamente nulla. La cosa peggiore è che, ovviamente, non cade mai il pezzo che non voleva nessuno. Cade sempre quello bello.

La carne che si rompe quando la giri

Parti con un hamburger perfetto, un filetto di pesce bellissimo o qualcosa che sulla griglia aveva ancora una forma dignitosa. Poi arriva il momento di girarlo. Sollevi, provi a staccarlo e improvvisamente metà resta sulla griglia mentre l’altra metà è sulle pinze. Fantastico. Con le preparazioni più delicate basta davvero poco per trasformare una cena da copertina in un puzzle commestibile. Quindi l’unica cosa è appellarci al sapore, quello resta buonissimo.

tags: Cibo cucina

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